Tante, troppe volte, ci lasciamo sviare dalle miriadi di informazioni che troviamo, o dalle quali veniamo bombardati ogni giorno, e la soluzione a tutto questo grande caos, questo marasma generale di pecoroni al pascolo, è mantenere una certa lucidità per cercare sempre la verità, documentandoci il più possibile, perchè anche la notizia che ci può sembrare più attendibile nasconde tranelli.

Mi è arrivata una comunicazione via email di cui voglio rendervi partecipi. Il testo recita così:
"Per chi beve latte. Il latte ha una scadenza. Il latte scaduto non venduto viene mandato di nuovo al produttore che PER LEGGE può effettuare di nuovo il processo di pastorizzazione a 190 gradi e rimetterlo sul mercato. Questo processo PER LEGGE può essere effettuato fino a 5 VOLTE. Il produttore è obbligato a indicare quante volte è stato effettuato il processo, e in effetti lo indica, ma a modo tutto suo, nel senso che chi si è mai accorto che il latte che sta bevendo è scaduto e ribollito chissà quante volte? Il segreto è guardare sotto il tetrabrick e osservare i numerini. Ci sono dei numeri: 12345. Il numero che manca indica quante volte è scaduto e poi ribollito il latte. ES: nel numero 12 45 manca il tre: scaduto e ribollito 3 volte. Ma non finisce qui, perché in uno scatolo da 12 buste ci saranno alcune buste dove manca il numero e altre dove ci saranno tutti i numeri. Attenzione, tutto lo scatolone avrà ricevuto questo trattamento. In questo modo le aziende si arricchiscono, riciclando di fatto il latte scaduto, e chi ne paga le conseguenze siamo noi che di fatto beviamo acqua sporca."
Ecco quanto asserisce la notizia: noi beviamo latte scaduto e riciclato più volte, a norma di legge!
Ma sarà vero? Cioè, dopo il metanolo nel vino, la candeggina iniettata nelle bottiglie d'acqua, le mozzarelle blu e chissà quante altre sporche faccende più o meno nascoste, perchè non anche il latte scaduto e ribollito?
NO, invece NO... questa è una notizia falsa che si sta diffondendo a macchia d'olio su forum, blog e per email, col passaparola, allarmando un sacco di consumatori che, preoccupati per la notizia, si sono rivolti al Codacons per avere notizie certe ed essere, effettivamente, informati su tale insano processo. Per far luce sulla notizia, l'associazione si è rivolta ad un esperto, il dr. Avanzi della Centrale del Latte di Torino, che ha spiegato l'arcano dei numerini sotto il cartone di Tetrapack: non sono altro che il numero della bobina che ha stampato la confezione del latte, in questo modo si favorisce e si garantisce meglio la rintracciabilità del prodotto e dei contenitori utilizzati. Sia nel latte fresco che in quello a lunga conservazione compaiono dei numerini sul fondo della confezione che, nel primo caso si riferiscono al dosatore della macchina di confezionamento, mentre nel secondo caso, se il numero è presente e non è detto che ci sia sempre, si riferisce, come già detto sopra, al taglio della bobina ed è impresso dalla ditta produttrice dei contenitori, la Tetrapack.

Questi i due link dove potersi informare adeguatamente su tutto ciò che ho scritto:
A volte, chi scrive notizie false, desidera solo vedere l'effetto che fà, mentre, altre volte si vuole mettere in cattiva luce qualcuno o qualcosa. L'importante è, credo, cercare sempre la verità e non fermarsi alla sensazionalità dell'informazione, indignandoci e arrabbiandoci per essere stati ancora una volta truffati. Internet è una grande risorsa e permette di poter conoscere tante cose e mettere in comunicazione persone di tutto il mondo, venendo a conoscenza di fatti che, altrimenti, sarebbe difficile sapere ma, è anche una ragnatela nella quale rimanere impigliati inutilmente, se si dà retta a tutto ciò che ci si presenta davanti, come fosse verità sputata!