Wesak, la benedizione dei Maestri
09-05-2009 - MonicaUmanistica - Spiritualitą
E' un'antica cerimonia tibetana che viene celebrata nell’Himalaya, nella valle del Wesak, alle pendici del monte Kailash, uno dei luoghi più sacri e magnetici del nostro pianeta; in questo luogo sacro, ogni anno, in un punto segrto della montagna, migliaia di persone giungono dall'India, dal Tibet e dal Nepal, per parteciparvi; discepoli e maestri di tutte le confessioni religiose, che contribuiscono alla crescita spirituale delle persone.

Viene celebrata la notte del primo plenilunio nel segno del Toro, quando il Buddha illuminato e il Cristo, assieme a tanti altri Maestri ascesi, s'incontrano per donare all'umanità la loro Luce ed energia d'Amore e benedire la Terra. Questa apparizione dura per circa 8 minuti. La cerimonia ha origine da una leggenda antica di origine buddhista che narra che cinquecento anni prima del Cristo il principe Gautama Siddharta raggiunse l'illuminazione più elevata, diventando il Buddha, che significa "il Risvegliato", liberandosi così dell'incessante ruota delle incarnazioni, proprio durante il primo plenilunio nel segno del Toro. Raggiunta la soglia del Nirvana, della Grande Liberazione, si ritrovò immerso nella Luce della Beatitudine Eterna, ma arrestandosi e voltandosi indietro a guardare il genere umano pieno di sofferenze e malattie, provò un'enorme Compassione che lo spinse a non varcare la soglia e a rimanere e di fronte ai Grandi Esseri di Luce delle Gerarchie Celesti formulò il giuramento di tornare sulla Terra ogni anno, nel giorno del plenilunio del Toro per portare la sua benedizione e luce a tutta l'umanità per farla evolvere spiritualmente.

Così, da 2500 anni, il rituale del wesak viene celebrato solennemente in questo giorno. Tutti quelli che prendono parte alla cerimonia, sia fisicamente, che in meditazione o col pensiero, hanno l'opportunità di compiere un balzo evolutivo, diventando un canale che ridistribuisce questa energia. In Italia questa festa viene celebrata solo da circa trent'anni e culmina con la benedizione dell'acqua e dei fiori da parte dei maestri e con la recita delle Grande Invocazione che riportiamo qui di seguito. Al termine della cerimonia, i presenti riporteranno a casa un fiore (l'Iris viola, perchè pare che questo fiore sbocci nel momento esatto in cui il Buddha ritorna sulla terra) e un po' d'aqua, carica dell'energia sprigionatasi durante il rito, da bere o distribuire a conoscenti, parenti e amici, per trasmettere, anche a loro, un po' della Luce assorbita, diventando, anche in questo modo, canali di ridistribuzione dell'energia ricevuta.

LA GRANDE INVOCAZIONE
Dal punto di Luce entro la Mente di Dio
affluisca luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra.
Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa il Cristo tornare sulla terra.
Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
il proposito che i Maestri conoscono e servono.
Dal centro che vien detto il genere umano
si svolga il Piano di Amore e di Luce
e possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.
Che LUCE, AMORE e POTERE
ristabiliscano il Piano sulla Terra.


