Se tu non torni
06 Luglio 2010 - Sapere - Monica
Ci sono canzoni che, come questa di Bosè, hanno un qualcosa in più, qualcosa che ti rimane dentro, che la distingui tra mille altre, che la ascolti, la riascolti, anche a distanza di tempo, ed è sempre bella. Ti prende... la canticchi... ti piace... ti emoziona. La musica dolce e orecchiabile, come una ninna nanna, un testo ben costruito e un'interpretazione quasi intima, come se Miguel stesse sussurrando le parole al vento, al cielo, alle stelle. Una dedica a chi sta aspettando qualcuno che deve tornare, un qualcuno che allietava e riempiva le giornate, le rendeva vive, piene, gioiose, dava un senso a tutto e rendeva tutto più bello. La mancanza di questa persona rende il protagonista più solo, ma non sconfitto o rassegnato, non disperato e cieco verso le cose della vita e ciò che lo circonda, solo nostalgico. Quando dice "...non tornerà l'estate... non torneranno le rondini... non tornerà il sole... non torneranno i bei tramonti..." è solo la consapevolezza di qualcosa che manca, di qualcosa che non è più la stessa e il ricordo di quelle stesse cose fatte insieme aveva un sapore diverso. Traspare, dal testo italiano, solo la sensazione di solitudine che si prova quando due persone che si amano devono stare lontane per un po'.
La versione spagnola, invece, riporta un testo diverso... più struggente e disperato, dove traspare dolore e desolazione, come se la perdita della persona amata fosse permanente e il protagonista tentasse di rassegnarsi all'inevitabile solitudine e tristezza conseguente la perdita. Eccolo riportato qui di seguito, tradotto: