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Perchè Noè scelse la colomba?

16-05-2009 - Monica
Umanistica - Racconti

 


Quando Dio decise di punire l'umanità peccatrice mandando il diluvio, tutti gli animali si riunirono attorno all'arca di Noè. Noè era un uomo giusto e Dio gli aveva spiegato come salvare se stesso e la sua famiglia, costruendo un'arca che galleggiasse e li proteggesse quando le acque si sarebbero alzate. Agli animali era giunta voce che Noè avrebbe portato con lui, sull'arca, solo le migliori tra le creature viventi. Così arrivarono e cominciarono a gareggiare tra loro, ognuno vantandosi delle proprie virtú e, quando era possibile, sminuendo i meriti degli altri.


Il leone ruggí - lo sono la più forte tra tutte le bestie e quindi devo essere salvato per forza.
L’elefante barrí - lo sono il più grande e ho la proboscide più lunga, le orecchie più grosse e le zampe più pesanti.
- Non è importante essere grandi e pesanti - guaì la volpe.
- lo, la volpe, sono la più astuta di tutti. .
- E io? - ragliò l'asino. - Pensavo di essere il più furbo.
- Sembra che tutti siano capaci di essere astuti - disse la puzzola con un uggiolio.
- Tra tutti gli animali io ho l'odore più buono li mio profumo è famoso.
- Voi strisciate sulla terra, ma io sono l'unica che si può arrampicare sugli alberi urlò la scimmia.
- L’unica!? - ringhiò l'orso. - E io cosa faccio?
- E perché, io no? - cianciò lo scoiattolo, indignato.
- Io faccio parte della famiglia delle tigri - disse il gatto, facendo le fusa.
- lo sono un cugino dell'elefante – squittí il topo.
- lo sono forte come il leone - brontolò la tigre.
- E oltretutto la mia pelliccia è la più bella.
- Le mie macchie sono più ammirate delle tue strisce - le rispose il leopardo.
- lo sono il miglior amico dell'uomo - guaì il cane.
- Non sei un amico, sei solo un cortigiano adulatore - latrò il lupo.
- lo sono orgoglioso di essere un lupo solitario e non adulo nessuno.
- Bee! - belò la pecora. - Ecco perché hai sempre fame. Se non dai niente, non ricevi niente. lo gli do la mia lana e lui si prende cura di me.
- Tu gli darai anche la lana, ma io gli dò il mio miele dolcissimo - ronzò l'ape.
- E tra l'altro ho anche il veleno per proteggermi dai nemici.
- Che cos'è il tuo veleno paragonato al mio? - sibilò il serpente.
- Inoltre vivo più vicino di tutti voi alla Madre Terra.
- Non pìù vicino dì me - protestò il lombrico, tirando fuori la testa dalla terra.
- Io depongo le uova - chiocciò la gallina.
- Io gli dò il latte - muggì la mucca.
- Io lo aiuto ad arare la terra - mugghiò il bue.
- Io lo trasporto - nitrì il cavallo.
- E ho gli occhi più grandi di tutti voi.
- Avrai anche gli occhi. più grandi, ma ne hai solo due, mentre io ne ho tantissimi - ronzò la mosca nell'orecchio del cavallo.
- In confronto a me, siete tutti nani. - Le parole della giraffa arrivarono da lontano, mentre mangiucchiava delle foglie dalla cima di un albero.
- lo sono alto quasi quanto te - ridacchiò il cammello.
- E posso viaggiare per giorni e giorni nel deserto senza né acqua ne cibo.
- Voi sarete alti, ma io sono grasso - sbuffò l'ippopotamo.
- E sono quasi sicuro che la mia bocca è la più grande in assoluto.
- Io non ne sarei tanto sicuro - rispose il coccodrillo con tono stizzoso.
- Io posso parlare come un uomo - gracchiò il pappagallo.
- In verità non è che parli, ti limiti a imitarlo - cantò il gallo.
- lo conosco un'unica parola, "chicchirichí", ma almeno è solo mia.
- lo vedo con le mie orecchie e volo con l'udito - fischiò il pipistrello.
- lo canto con le ali - friní la cavalletta.

C'erano molte altre creature ansiose dì vantarsi. Ma Noè aveva notato che la colomba se ne stava appollaiata da sola su un ramo e non provava nemmeno a parlare o a competere con gli altri animali.

- Perché sei così silenziosa? - le chiese - Noè.
- Non hai niente di cui vantarti?
- Io non penso di essere né migliore, né più saggia, né più attraente degli altri animali - tubò la colomba.
- Ognuno di noi ha qualcosa che gli  altri non hanno e tutto ci è stato dato dal Dio che ci ha creati.
- La colomba ha ragione - disse Noè.
- Non c'è bisogno di vantarsi e di competere. Dio mi ha ordinato dì portare con me nell'arca creature di tutti i generi, domestiche o selvagge, uccelli o insetti.

Gli animali gioirono quando sentirono queste parole e dimenticarono tutte le loro beghe.
Prima di aprire la porta dell'arca, Noè disse - lo vi amo tutti, ma poiché la colomba è stata modesta e silenziosa mentre tutti voi litigavate e discutevate, la scelgo come mia messaggera.

Noè mantenne la sua parola e, quando finirono le piogge, mandò la colomba a sorvolare il mondo per poi, riferire su come andavano le cose. Quando finalmente tornò portava un rametto d'olivo, nel becco, e Noè seppe che le acque si erano ritirate. Quando la terra fu completamente asciutta,. Noè, la sua, famiglia e gli animali scesero dall'arca. Dopo il diluvio, Dio promise che non avrebbe mai più distrutto la terra a causa dei peccati degli uomini, e che il tempo della semina e dei raccolto, il, caldo e il freddo, l'estate e l'inverno, il giorno e la, notte ci sarebbero sempre stati. La verità è che ci sono al mondo più colombe che tigri, leopardi, lupi, avvoltoi e altre bestie feroci. La colomba vive felicemente senza litigare. E' l'uccello della pace.
(Storie e Fiabe della tradizione Ebraica)



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