Litha, Solstizio d'estate e festa delle erbe
19-06-2009 - MonicaUmanistica - Spiritualitą
Solstizio d’Estate o Festa delle Erbe.
Dal 21 al 24 giugno: Litha e San Giovanni.

Il 21 giugno il Sole celebra il suo trionfo in quello che è il giorno più lungo dell'anno ma, che allo stesso tempo, rappresenta l'inizio del suo declino. Infatti dopo il Solstizio d'Estate, le giornate iniziano lentamente ad accorciarsi, accompagnandoci nel periodo autunnale, fino al primo giorno d'inverno, il Solstizio d'Inverno (21 dicembre), nel quale, paradossalmente, abbiamo la notte più lunga e contemporaneamente, da questo girono, le giornate ricominciano ad allungarsi. In questo giorno il sole entra nel segno astrologico del Granchio (=Cancro). Al momento del solstizio, nell'emisfero nord, il Sole raggiunge la sua massima declinazione nel suo movimento apparente rispetto al piano dell'eclittica, ed è allo zenit al tropico del Cancro. Le date dei Solstizi sono invertite per gli emisferi nord e sud. Litha, o Solstizio d'estate, è uno degli otto Sabbat Wicca delle feste del ciclo naturale della ruota dell'anno ed è la celebrazione del maggior splendore del Sole. I Solstizi sono i due momenti dell'anno nei quali il Sole raggiunge il punto più meridionale o settentrionale della sua corsa apparente nel cielo, rispettivamente al tropico del Capricorno e al tropico del Cancro.

Le erbe giocano un ruolo di primo piano nelle Tradizioni Solstiziali e di San Giovanni: si raccolgono piante aromatiche da bruciare sui falò solstiziali, piante che danno poco fumo e hanno un buon aroma, come Timo, Ruta, Maggiorana. I rami di Vischio al Solstizio d'Estate assumono un aspetto dorato, il famoso Ramo d'Oro dei miti. Il Sambuco, tagliato la vigilia del Solstizio, sanguina nelle leggende britanniche. In tutti i paesi europei si raccolgono erbe che la tradizione popolare ritiene impregnate di miracolose virtù: la Verbena porta prosperità, mentre l'Artemisia sacra ad Artemide, sorella di Apollo, protegge dal malocchio e si ritiene che l'energia solare si raccogliesse in fiori come Calendula o Iperico (la miracolosa "erba di San Giovanni"). Anche le noci si raccolgono il 24 giugno per fare un liquore, il Nocino, dalle proprietà digestive e fortificanti.

Fortuna è la Dea della casualità assoluta, del caos benefico e rigeneratore. La somiglianza di queste feste con i Saturnali del Solstizio d'Inverno fanno del Solstizio Estivo una sorta di Capodanno o di Carnevale; un periodo "caotico" in cui il cosmo si rinnova e si ricrea rimescolando i ruoli sociali e capovolgendo le norme morali. In questo benefico caos assumono rilievo gli elementi primordiali del fuoco e dell'acqua, contrapposti ma pur sempre complementari, dove il primo simboleggia i poteri della divinità maschile e la seconda quelli della divinità femminile (o, se si preferisce, il Sole e la Luna). Litha è la festa delle qualità al contrario dove le cose sono spesso ribaltate o confuse (ad esempio le candele sono messe a galleggiare sull'acqua).

L'acqua del Solstizio è direttamente collegata alla luna e al segno del Granchio: significativamente il glifo di questo segno zodiacale è composto da due segni spiraliformi che si oppongono in un simbolo simile al Tao (energia Yin e Yang), indicanti le due metà dell'anno che ora si incontrano. Nelle celebrazioni solstiziali l'acqua è rappresentata dalla rugiada o "guazza di San Giovanni", cui sono attribuiti poteri miracolosi. Il fuoco viene simboleggiato dai falò accesi, simboli solari, e accenderli significa rafforzare l'energia dell'astro che d'ora in avanti va declinando. Si danza intorno ai falò e si salta sulle fiamme quando queste si abbassano, esprimendo un desiderio o chiedendo una purificazione.

La pianta sacra al Solstizio d'Estate è l'Iperico o Erba di San Giovanni. L'Iperico raccolto a mezzogiorno del solstizio è capace di guarire molte malattie, mentre le radici raccolte a mezzanotte cacciano via gli spiriti maligni. L'Iperico era appeso sulle porte per proteggere le abitazioni dagli spiriti malvagi, e il suo nome greco Hyperikon significa appunto "proteggere" o "sconfiggere un'apparizione". Un'altra usanza è quella di bruciare 9 tipi di erbe nel fuoco di Litha: Iperico, Ruta, Verbena, Vischio, Lavanda, Timo, Finocchio, Piantaggine e Artemisia, sempre per purificare col fumo e il profumo delle erbe e per usarne la cenere nei campi come fertilizzante. All'aperto si può tenere acceso un piccolo fuoco oppure si possono accendere candele rosse o dorate, ascoltare o suonare musica, leggere poesie, magari in compagnia dei nostri amici.

Nella tradizione cristiana, che come sappiamo ha tentato di sovrapporsi alle feste pagane dei tempi antichi, il 24 giugno è il giorno di San Giovanni Battista il Battezzatore, che nelle acque del fiume Giordano battezzò il Cristo. Infatti, bagnarsi nella rugiada mattutina della notte di San Giovanni è visto come una sorta di battesimo. Il battesimo, in tutte le culture, simboleggia il seppellimento del vecchio uomo e la rinascita dell'uomo rinnovato, segno di conversione. In questa giornata, più che in tutte le altre, si raccolgono piante, erbe, fiori, negli orari consoni, da essiccare ed usare durante l'anno. Si può anche preparare un sacchettino propiziatorio di colore giallo oro o rosso con erbe e fiori di campo, grano e/o chicchi di riso, lo si appende poi in casa o sul luogo di lavoro per propiziare la fortuna o lo si pone sotto il cuscino per i sogni e la divinazione. Le erbe per l'occasione sono: Iperico detta anche Erba di San Giovanni, Ruta, Artemisia, Aglio, Felce, le spighe di Grano e le noci verdi per fare il Nocino, ma in genere tutte le erbe spontanee di campo. In oltre, come abbiamo già detto, una tradizione cara a San Giovanni è quella di bagnarsi nella rugiada, camminarci sopra, bagnarsi gli occhi o bagnare un punto dolente, o raccoglierla e conservarla come acqua preziosa che cura tutti i mali. Questa tradizione sopravvive ancora nelle campagne. Come abbiamo visto a proposito di Litha, anche oggi, nella notte, è tradizione accendere un fuoco o falò e poi prendere 3 o 7 spighe di grano, legarle con un nastrino rosso o dorato per propiziare i guadagni e l'abbondanza e tenerle in casa o sul posto di lavoro.

Pratiche:
Dal 21 al 24 giugno: Litha e San Giovanni.

Il 21 giugno il Sole celebra il suo trionfo in quello che è il giorno più lungo dell'anno ma, che allo stesso tempo, rappresenta l'inizio del suo declino. Infatti dopo il Solstizio d'Estate, le giornate iniziano lentamente ad accorciarsi, accompagnandoci nel periodo autunnale, fino al primo giorno d'inverno, il Solstizio d'Inverno (21 dicembre), nel quale, paradossalmente, abbiamo la notte più lunga e contemporaneamente, da questo girono, le giornate ricominciano ad allungarsi. In questo giorno il sole entra nel segno astrologico del Granchio (=Cancro). Al momento del solstizio, nell'emisfero nord, il Sole raggiunge la sua massima declinazione nel suo movimento apparente rispetto al piano dell'eclittica, ed è allo zenit al tropico del Cancro. Le date dei Solstizi sono invertite per gli emisferi nord e sud. Litha, o Solstizio d'estate, è uno degli otto Sabbat Wicca delle feste del ciclo naturale della ruota dell'anno ed è la celebrazione del maggior splendore del Sole. I Solstizi sono i due momenti dell'anno nei quali il Sole raggiunge il punto più meridionale o settentrionale della sua corsa apparente nel cielo, rispettivamente al tropico del Capricorno e al tropico del Cancro.

Le erbe giocano un ruolo di primo piano nelle Tradizioni Solstiziali e di San Giovanni: si raccolgono piante aromatiche da bruciare sui falò solstiziali, piante che danno poco fumo e hanno un buon aroma, come Timo, Ruta, Maggiorana. I rami di Vischio al Solstizio d'Estate assumono un aspetto dorato, il famoso Ramo d'Oro dei miti. Il Sambuco, tagliato la vigilia del Solstizio, sanguina nelle leggende britanniche. In tutti i paesi europei si raccolgono erbe che la tradizione popolare ritiene impregnate di miracolose virtù: la Verbena porta prosperità, mentre l'Artemisia sacra ad Artemide, sorella di Apollo, protegge dal malocchio e si ritiene che l'energia solare si raccogliesse in fiori come Calendula o Iperico (la miracolosa "erba di San Giovanni"). Anche le noci si raccolgono il 24 giugno per fare un liquore, il Nocino, dalle proprietà digestive e fortificanti.

Fortuna è la Dea della casualità assoluta, del caos benefico e rigeneratore. La somiglianza di queste feste con i Saturnali del Solstizio d'Inverno fanno del Solstizio Estivo una sorta di Capodanno o di Carnevale; un periodo "caotico" in cui il cosmo si rinnova e si ricrea rimescolando i ruoli sociali e capovolgendo le norme morali. In questo benefico caos assumono rilievo gli elementi primordiali del fuoco e dell'acqua, contrapposti ma pur sempre complementari, dove il primo simboleggia i poteri della divinità maschile e la seconda quelli della divinità femminile (o, se si preferisce, il Sole e la Luna). Litha è la festa delle qualità al contrario dove le cose sono spesso ribaltate o confuse (ad esempio le candele sono messe a galleggiare sull'acqua).

L'acqua del Solstizio è direttamente collegata alla luna e al segno del Granchio: significativamente il glifo di questo segno zodiacale è composto da due segni spiraliformi che si oppongono in un simbolo simile al Tao (energia Yin e Yang), indicanti le due metà dell'anno che ora si incontrano. Nelle celebrazioni solstiziali l'acqua è rappresentata dalla rugiada o "guazza di San Giovanni", cui sono attribuiti poteri miracolosi. Il fuoco viene simboleggiato dai falò accesi, simboli solari, e accenderli significa rafforzare l'energia dell'astro che d'ora in avanti va declinando. Si danza intorno ai falò e si salta sulle fiamme quando queste si abbassano, esprimendo un desiderio o chiedendo una purificazione.

La pianta sacra al Solstizio d'Estate è l'Iperico o Erba di San Giovanni. L'Iperico raccolto a mezzogiorno del solstizio è capace di guarire molte malattie, mentre le radici raccolte a mezzanotte cacciano via gli spiriti maligni. L'Iperico era appeso sulle porte per proteggere le abitazioni dagli spiriti malvagi, e il suo nome greco Hyperikon significa appunto "proteggere" o "sconfiggere un'apparizione". Un'altra usanza è quella di bruciare 9 tipi di erbe nel fuoco di Litha: Iperico, Ruta, Verbena, Vischio, Lavanda, Timo, Finocchio, Piantaggine e Artemisia, sempre per purificare col fumo e il profumo delle erbe e per usarne la cenere nei campi come fertilizzante. All'aperto si può tenere acceso un piccolo fuoco oppure si possono accendere candele rosse o dorate, ascoltare o suonare musica, leggere poesie, magari in compagnia dei nostri amici.

Nella tradizione cristiana, che come sappiamo ha tentato di sovrapporsi alle feste pagane dei tempi antichi, il 24 giugno è il giorno di San Giovanni Battista il Battezzatore, che nelle acque del fiume Giordano battezzò il Cristo. Infatti, bagnarsi nella rugiada mattutina della notte di San Giovanni è visto come una sorta di battesimo. Il battesimo, in tutte le culture, simboleggia il seppellimento del vecchio uomo e la rinascita dell'uomo rinnovato, segno di conversione. In questa giornata, più che in tutte le altre, si raccolgono piante, erbe, fiori, negli orari consoni, da essiccare ed usare durante l'anno. Si può anche preparare un sacchettino propiziatorio di colore giallo oro o rosso con erbe e fiori di campo, grano e/o chicchi di riso, lo si appende poi in casa o sul luogo di lavoro per propiziare la fortuna o lo si pone sotto il cuscino per i sogni e la divinazione. Le erbe per l'occasione sono: Iperico detta anche Erba di San Giovanni, Ruta, Artemisia, Aglio, Felce, le spighe di Grano e le noci verdi per fare il Nocino, ma in genere tutte le erbe spontanee di campo. In oltre, come abbiamo già detto, una tradizione cara a San Giovanni è quella di bagnarsi nella rugiada, camminarci sopra, bagnarsi gli occhi o bagnare un punto dolente, o raccoglierla e conservarla come acqua preziosa che cura tutti i mali. Questa tradizione sopravvive ancora nelle campagne. Come abbiamo visto a proposito di Litha, anche oggi, nella notte, è tradizione accendere un fuoco o falò e poi prendere 3 o 7 spighe di grano, legarle con un nastrino rosso o dorato per propiziare i guadagni e l'abbondanza e tenerle in casa o sul posto di lavoro.

Pratiche:
- Accendere dei falò
- Stringere le mani del nostro amore sopra il falò.
- Saltare il falò esprimendo un desiderio o chiedendo una purificazione.
- Prendere le ceneri dal falò di Litha e lasciarle cadere sui campi per propiziare la fertilità.
- Fare del pane alle erbette.
- Mangiare pane e vino.
- Fare dell'incenso con della Camomilla, della Gardenia, della Lavanda.
- La Noce Moscata, la Cannella e il Cardamomo sono ottime per la protezione e la prosperità dell'anno che viene; metterli in piccoli sacchetti e lasciarli per tutta la casa.
- Fare una preghiera che ringraziare il raccolto prima di cenare.
- Fare un alberello dei desideri.
- Raccogliere delle conchiglie in riva al mare e conservarle vicino al vostro letto.
- Raccogliere, se si ha la possibilità, dei frutti di bosco e farne delle crostate.
- Raccogliere le Noci e fare il Nocino.
- Legare assieme delle foglie di finocchio con dei nastrini rossi e metterli sulle porte per assicurare una vita lunga e protezione alla casa.
- Raccogliere 3 o 7 spighe di grano e legarle insieme con un nastrino rosso o oro e appenderle in casa o sul luogo di lavoro, per propiziare l’abbondanza.
- Danzare, ballare, saltare, volteggiare gioiosamente, magari con gli amici tutti assieme, attorno al fuoco.
- Mangiare tanta frutta fresca, magari colta dall'albero.
- Restare svegli l'intera notte a raccogliere piante. fiori ed erbe aromatiche da far seccare e utilizzare durante l’anno, o per farne dei sacchettini (rossi o giallo oro) di protezione o per propiziare i sogni, o bouquet da far essiccare.
- Passare la giornata all'aperto, ballando, in bicicletta, al mare sulla spiaggia, tra i boschi e i prati, ecc.
- Fare un pic-nic in riva al mare col partner per celebrare ciò che si ha di più caro e che si vuole rinasca ancora.
- Fare un bagno nel mare a mezzanotte.
- Fare il bagno nella rugiada del mattino o raccoglierla.


