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Spazio Trasparente

Il re ed il bambino povero

16-09-2008 - Monica
Umanistica - Racconti


Da solo, l'uomo non può arrivare al termine del viaggio interiore. Non dovreste tentare di intraprendere da soli la Via. La guida è indispensabile. Colui che chiamiamo il re è la guida, e colui che chiamiamo il bambino povero è il cercatore.


Si racconta che il re Mahmud un giorno si ritrovò separato dal suo esercito. Il re stava cavalcando a buona andatura quando vide un bambino sulla riva di un fiume. Il fanciullo aveva lanciato la sua rete nell'acqua e sembrava molto triste. "Bambino mio", disse il re, "perché sei infelice? Non ho mai visto nessuno in uno stato simile". "Maestà", rispose il ragazzo, "siamo sette fratelli e non abbiamo padre. Viviamo con nostra madre in povertà e senza sostegno. Io vengo qui ogni giorno con la mia rete sperando di pescare qualche pesce per la cena. Se non prendo niente di giorno, di sera non c'è niente da mangiare".  "Bambino mio", disse il re, "vuoi che ti aiuti nel tuo lavoro?". Il bambino accettò e il re Mahmud gettò la rete. A contatto della mano regale, la rete si riempì di cento pesci.

(da Parlamento degli Uccelli di Attar)

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