Il baule antico di Nuri Bey
11-05-2009 - MonicaUmanistica - Racconti
Nuri Bey era un albanese giudizioso e rispettato che aveva sposato una donna molto più giovane di lui.
Una sera in cui era rincasato prima del solito, un fedele servitore andò da lui e gli disse: "La vostra sposa, nostra padrona, si comporta in modo sospetto.
È nei suoi appartamenti con un enorme baule, che
apparteneva a vostra nonna, abbastanza grande da farci entrare un uomo.
Non dovrebbe contenere altro che qualche vecchio ricamo, ma credo che
ora potrebbe esserci molto di più".
"Vostra moglie non mi permette di guardarci dentro, io che sono il vostro più vecchio servitore".
Nuri entrò nella stanza della moglie e la vide seduta sconsolatamente accanto al baule di legno massiccio.
"Volete mostrarmi il contenuto di questo baule?".
"Per via dei sospetti di un domestico o perché non avete fiducia in me?".
"Non sarebbe più semplice aprirlo senza tante storie e mettere fine alle voci che corrono?".
"Non credo che sia possibile".
"È chiuso a chiave?".
"Dov'è la chiave?".
La donna gliela mostrò. "Fate uscire il servo e ve la darò".
Dopo che il servo fu congedato, la donna consegnò la chiave e si ritirò, visibilmente scossa.
Nuri Bey riflette a lungo. Poi chiamò quattro giardinieri della sua tenuta e tutti insieme, al calar della notte, trasportarono il baule, senza aprirlo, ai confini
(Racconto Sufi appartenente al repertorio dei dervisci erranti o qalandar)
"Vostra moglie non mi permette di guardarci dentro, io che sono il vostro più vecchio servitore".
Nuri entrò nella stanza della moglie e la vide seduta sconsolatamente accanto al baule di legno massiccio.
"Volete mostrarmi il contenuto di questo baule?".
"Per via dei sospetti di un domestico o perché non avete fiducia in me?".
"Non sarebbe più semplice aprirlo senza tante storie e mettere fine alle voci che corrono?".
"Non credo che sia possibile".
"È chiuso a chiave?".
"Dov'è la chiave?".
La donna gliela mostrò. "Fate uscire il servo e ve la darò".
Dopo che il servo fu congedato, la donna consegnò la chiave e si ritirò, visibilmente scossa.
Nuri Bey riflette a lungo. Poi chiamò quattro giardinieri della sua tenuta e tutti insieme, al calar della notte, trasportarono il baule, senza aprirlo, ai confini
della proprietà e lo
sotterrarono.
In seguito, non si parlò mai più di questa faccenda.
In seguito, non si parlò mai più di questa faccenda.
(Racconto Sufi appartenente al repertorio dei dervisci erranti o qalandar)


