Della morte e della fede
22-02-2009 - MonicaUmanistica - Spiritualitą
Il dolore e la morte sono incomprensibili per noi, perchè il nostro "amore" ha bisogno di fisicità, di toccare e vedere; la nostra fede spesso è troppo debole per far fronte a tutto questo. Non dobiamo cercare per forza di dare un senso o di capire la morte, ma dobbiamo usare tutta la nostra fede per fidarci e credere nelle parole del Cristo che dicono:
«Io
sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se
non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il
Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete
veduto». Gli disse Filippo: «Signore,
mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose
Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai
conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire:
Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre
è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il
Padre che è con me compie le sue opere. Credetemi:
io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro,
credetelo per le opere stesse. In verità, in
verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le
opere che io compio e ne farà di più grandi,
perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete
nel nome mio, la farò, perché il Padre sia
glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio
nome, io la farò. Se mi amate, osserverete i miei
comandamenti. Io pregherò il Padre ed egli vi
darà un altro Consolatore perché rimanga con voi
per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non
può ricevere, perché non lo vede e non lo
conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi
e sarà in voi. Non vi lascerò orfani,
ritornerò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi
vedrà più; voi invece mi vedrete,
perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi
saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi. Chi
accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama
sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi
manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non
l'Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi
manifestarti a noi e non al mondo?». Gli rispose
Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia
parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e
prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le
mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del
Padre che mi ha mandato. Queste cose vi ho detto quando
ero ancora tra voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il
Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni
cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho
detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la
dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore
e non abbia timore.»
Grazie a Don Carlo per il suo prezioso
insegnamento.
La consapevolezza di non poter
più comunicare, come noi siamo abituati, con i nostri cari
che sono venuti a mancare mette a dura prova la ragione e la fede. E'
proprio in questi momenti che bisogna rivolgersi al Signore e lasciare
che Lui si occupi dei nostri cari che ora sono nelle sue mani.

